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mercoledì 2 ottobre 2013

MEDIOLITICA - L'era dei media e della (falsa) politica.


Eccomi.
In una delle mie riflessioni spicce che mestamente spurgano in un pomeriggio di colpi di scena per la (s)fiducia al governo di larghe intese.

Che poi, basterebbe levare la data e potrebbe essere tranquillamente una riflessione di dieci o vent'anni fa. Che tanto i nomi sono sempre gli stessi, gli slogan pure, i programmi tv lo stesso e i problemi...che te lo dico a fare.
Insomma, il  menù non cambia, la squadra neanche e io dopo tre anni vissuti all'estero, sento di voler commentare con la lucidità di chi, però, dal sistema mediatico e politico italiano si è disintossicato.

Si, perchè a guardare le trasmissioni televisive italiane, mi viene voglia di imbracciare una confezione di pop corn formato gigante. Ore 21, iniziano i thriller. Formato breve, formato meno breve, formato rimpastato.
Sigle che incalzano, servizi da brivido, voice over importanti.
Gli ospiti sono sempre gli stessi, ma la trama alla Beautiful ci rimanda ogni mattino a riaprire i giornali: "E oggi che succederà?"
E qui, in due righe, ecco il punto: il sistema mediatico e quello politico si alimentano a vicenda. Il sistema mediatico detta le regole: botulino, bei vestiti, basta che se ne parli, urla, musica incalzante.
Quello politico fornisce i contenuti: IVA che sale, legge elettorale che non cambia, Berlusconi qui, Berlusconi lí, Berlusconi sopra, Berlusconi sotto, crisi di governo, fiducia, Berlusconi a destra, spread che sale e via così.

Poi, qui (Inghilterra), accendi il televisore e ti vedi "Question time".
Programma di stampo politico, in cui il pubblico fa domande lineari ai politici, che linearmente rispondono.
Niente pop corn. Piacevole visione dopo cena cui seguono spunti per riflessioni interessanti.
E si costruisce una sana opinione. Ripeto: sana.

Insomma: cosa non va in Italia?
È solo il sistema politico, o forse siamo vittima di qualcosa di ancora più profondo?
Gli italiani sono stati a lungo imboccati dai media e nei media converge la nostra cultura. Che non è più nostra però.
È la cultura del profitto, delle vendite, degli ascolti, dei riflettori.
È la cultura del Grande Fratello.

E attenzione, non ho nulla contro il format. È che noi lo abbiamo assorbito male e invece di identificarlo in un programma di intrattenimento punto, lo abbiamo elevato a modello di realizzazione personale.
Partecipo al Big Brother ergo sum.
Questa forse è la ruga più profonda sul volto contratto dell'Italia.
Allora forse, non solo dovremmo incalzare il sistema politico e favorire un rinnovamento di nomi, volti e soprattutto menti, ma dovremmo anche cominciare a selezionare meglio ciò che guardiamo, leggiamo e navighiamo.

Perchè spero che non sia buffamente vero quel che ho letto su Twitter, " c'è solo una via d'uscita. il Brennero" (cit. Cosimo Pacciani @CosmayDamiano)



sabato 13 ottobre 2012

...and the winner is...


Cartoon: Bojesen
Si sono sollevate parecchie polemiche a proposito del Nobel per la pace all'UE.
Sensate?
Mi viene da dire di no.
Tra alcuni commenti su Facebook ne ho letto uno che riassume esattamente quello che penso, dunque ho voluto riportarlo. E ringrazio Samuele per averlo scritto.

"Credo che le motivazioni del Nobel per la pace all'UE non siano tanto da ricercare nella storia dei giorni nostri, ma in quella da 70 anni a questa parte. Da che l'UE esiste bisogna ammettere che non si sono più verificati contrasti gravi tra le principali potenze europee."

Concludo:
Certo pero', c'e' ancora molta strada da fare.
Ed e' ora che l'Europa cominci a sostenere anche i suoi cittadini oltre che le banche...



giovedì 11 ottobre 2012

ECCO PERCHE' MATTEO RENZI PIACE ALLA MIA GENERAZIONE

Ieri sera sono andata a cena a Soho (Londra), ho raggiunto un gruppo di sostenitori di Matteo Renzi, che si riunivano per capire come dare il proprio sostegno a Matteo, anche da qui, da oltremanica.

Ho trovato persone per lo più della mia generazione (tra i 30 e i 40) limpide, trasparenti e con tanta voglia di partecipare alla vita politica del nostro bel paese. E non dico partecipare di nuovo. Dico partecipare.

La differenza non e' ne' sottile, ne' scontata. E la questione solleva una grande riflessione, che mi porta a fare necessariamente un piccolo viaggio indietro nel tempo.
La mia generazione, quella che al liceo non sapeva neanche cosa fosse il cellulare, ha masticato e digerito in modo tutto suo la parola politica.
Ora, non voglio generalizzare, voglio solo raccontare quello che e' capitato a me e che parlando un po' ieri sera ho ritrovato nell'esperienza di altre persone.
Partendo dal presupposto che i dinosauri che popolano le prime pagine dei nostri quotidiani oggi, sono gli stessi che c'erano allora (ebbene si, sono classe '76), la questione non era tanto "vediamoci il programma, cerchiamo di capire cosa e' più vicino alle nostre esigenze, alle nostre aspirazioni".
Il punto era: "o sei comunista, o sei fascista" e se andavi contro la maggioranza c'era poco da fare: eri uno sfigato.
Si trattava forse di una forte necessita'di senso di appartenenza, o forse ancora vivevamo all'ombra della polvere sollevata dalla storia dei primi decenni del '900.
Fatto sta che il risultato per molti, come per me e' stato: ciao ciao politica. Anche perche' poi si sa', non e' che ci fosse un gran senso della politica, intesa come questione collettiva per il bene della comunità.

La politica per me, e' sempre e solo stata un magna magna.
I miei ricordi legati alla politica sono solo traumi, se vogliamo.

Poi un giorno, circa tre anni fa, mi imbatto in Matteo Renzi. Lo seguo su Facebook, su Twitter, ricevo le sue newsletter. Un bravo sindaco. Una persona che ha voglia di scardinare questo meccanismo mastodontico e ridare alla gente la voglia di partecipare alla "cosa pubblica". E da allora, mi ritrovo ad essere interessata alla politica. Sento la voglia di cambiare, sento che finalmente abbiamo l'opportunità' di riprenderci ciò che e' nostro.
Ecco perche' sostengo Matteo Renzi, perche' mi ha ridato la voglia di crederci. E come me, questo sentimento, questa spinta, questa passione - chiamala come ti pare, l'hanno sentita in tanti.
Quei tanti che come me non sapevano che farsene della parola "politica".

Ecco, questo e' un segnale forte, un segnale importante. Questo per me e' quello che conta.
E per questo non capisco l'inutile polemica gratuita che viene fatta attorno a lui, tipo "E' berlusconiano o e' troppo giovane".
Mi rendo conto che in Italia oramai siamo capaci a fare solo questo. Criticare, alzar polemica. Urlare l'uno contro l'altro. Il nostro e' un atteggiamento da tifo da stadio, tutto italiano, dove la sportività non trova più spazio.

E allora forza Matteo, scardiniamo anche questo. L'Italia ha bisogno di cambiare, ha bisogno di ritrovare quei valori che non sono perduti, ma che stanno diventando rari e preziosi.
L' Italia ha bisogno di onesta', di verita', di visioni anche nel momento più cupo dell'incertezza.

Ma soprattutto l'Italia ha bisogno degli italiani.
Ecco perche' scrivo qui, oggi, dall'Inghilterra. Perché il mio paese lo so', ha bisogno anche di me.


domenica 7 novembre 2010

PRIME RIFLESSIONI DI UN'ITALIANA ALL'ESTERO


Avere la possibilità di scambiare due parole con persone con cui ci si trova in sintonia è una fortuna.
Non tutte le amicizie sono uguali, non tutte ci danno la medesima forza, o gli stessi stimoli ad affrontare la vita di tutti i giorni.
Così, quando si incontra qualcuno con cui è piacevole parlare, anche solo del più e del meno, quella si, si può chiamare fortuna.
Viviamo, del resto, in un reticolato di conoscenze. Siamo persone e in quanto tali abbiamo paura della solitudine; così cresciamo stringendo le mani agli altri e muovendo passi in profondità verso l'intimo scambio d'opinione.
Veniamo feriti, scopriamo sorrisi, lasciamo tracce leggere, a volte più profonde.

Alcune persone si allontanano, altre si avvicinano. Eppure crescendo non puoi fare a meno di sintonizzarti sempre di più su quello che davvero ti rende felice (fatta eccezione per i masochisti ovviamente!).
Da italiana trasferitasi all'estero, imparo ogni giorno a calibrare i rapporti con le altre persone.
Essere fuori dal proprio contesto, essere lontani dal caffè al bar, dal saluto con la ragazza della lavanderia, la cassiera del supermercato, il vicino di casa che porta giù il cane...ti mette in uno stato di grande confusione.  Almeno all'inizio.
Tutto sembra essere più distante, più difficile.
Poi piano piano le consuetudini ritornano e forse anche in un paese senza un straccio di pizza come si deve, si può trovare un po' di quel piacere, quel semplice piacere fatto magari di soli profumi o di sensazioni della domenica mattina.
Per questo trovare qualcuno con cui essere in sintonia è una fortuna.
Qualcuno che ha le tue stesse origini e che magari sta vivendo lo stesso scombussolamento.
E che per gli stessi motivi, quelle origini non le vuole rinnegare, ma non le può più neanche sostenere, perchè gli ricordano un paese ammorbato, ridicolmente assopito davanti alla tanto agognata pizza, che con una birra e una bella partita di calcio, è capace di cancellare ogni pensiero, ogni problema, ogni cosa che non va.
E allora forse è meglio così. Oltre il confine, la pizza è buona solo a casa.
Tutto il resto, però, vale la pena che sia diverso.

martedì 14 settembre 2010

RIFLESSIONI

Può una persona sentirsi vecchia a 33 anni?
Cos'è la vecchiaia in fondo....solo uno stato biologico? Fisico?
Magari fosse così...con tutti i bisturi e le pastiglie che ci sono oggi invecchieremmo tutti molto più tardi.
Sarebbe un mondo pieno di giovincelli e giovincelle in forma, con il volto irresistibile e con il fascino di chi ha esperienza e sà la sua.
Invece la vecchiaia è uno stato mentale. Psicologico. Ci si può sentire vecchi anche da giovani. Ci si può sentire vecchi a 16 anni, davanti ad una torta di compleanno senza colori, con le candeline spente e il senso del tempo infelice scritto con la panna.
Si può essere vecchi molto prima che il grigio imperli i capelli, molto prima che la schiena faccia male sollevando un bambino, molto prima che la memoria si perda nel rincorrere un nome, un volto, una ragione.

E sentirsi vecchi, quando si è giovani è un po' come tapparsi le orecchie ad un vibrante concerto di musica jazz.
Tutta la magia sfugge. Vedi solo la gente dimenarsi e non capisci perchè.
Mia nonna diceva: "La vecchiaia è carogna" ...e non perdeva l'occasione di dire che, non fosse stato per l'età avrebbe indossato una minigonna e sarebbe corsa a ballare, a scatenarsi in pista.

In fondo è così, la vecchiaia è un po' come una coperta pesante. Avvolge pensieri, gesti, parole. Qualcuno ci nasce e qualcuno, invece, non ne vuole sapere fino al suo ultimo giorno. E se ne tiene alla larga, per poter ballare anche solo con l'immaginazione.

Allora mi chiedo di nuovo: può una persona sentirsi vecchia a 33 anni?
A pensarci bene non c'è una regola. Ma sicuramente, quella persona si divertirebbe di più levando le mani dalle orecchie, alzando il volume, ballando in pista.

lunedì 9 febbraio 2009

ANCORA SU ELUANA

Riporto una lettera di Lucia, perchè ho piacere a condividere con voi il suo pensiero.

Io mi sento di chiedere scusa alla famiglia Englare per l'uso spregiudicato e indecente che si è fatto delle loro vite e della loro, triste storia.
Sono tante le cose che scandalizzano e che vorremmo non vedere in questa storia e riguardano tanti aspetti della nostra vita.
Parto da quella più pubblica.
La Corte di Cassazione ha dichiarato valida la sentenza che riguardava Eluana a Novembre.
Per quale motivo la bagarre si è alzata solo ora? Il governo avrebbe avuto tutto il tempo per legiferare senza forzature, con un dialogo democratico e civile sul tema del testamento biologico.
Perchè la storia è stata sfruttata per ricoprire di insulti gli Englaro, il Predisente della Repubblica Italiana e le istituzioni quali la corte di cassazione?
Io ho la netta senzazione se non la certezza, che al nostro presidente del Consiglio della povera Eluana non freghi assolutamente nulla. Come non gli interessa fare in modo che in Italia si arrivi ad una decisione sul testamento biologico.
Al Cavaliere Berlusconi interessa il potere. E basta. Che si passi sulla pelle di Eluana o di Beppino Englaro o sulla mia. Si è capito, poco importa.
Sono del parere, del tutto personale che Eluana non doveva/debba morire. Purtroppo per lei non ha fatto in tempo a lasciare SCRITTO che cosa si sarebbe dovuto fare della sua vita se il destino le avesse riservato il fato che ora sta subendo.
Trovo che se passase la logica che qualcuno può decidere per me si arrivere a mostruosità inaudite. Una persona non può e non deve MAI essere considerata come un oggetto, qualunque sia lo stato della sua vita.
Per questo è indispensabile arrivare al testamento biologico. Perchè ognuno di noi deve liberamente decidere che cosa fare. Ma non può e non deve essere un padre, un marito o un figlio tanto meno lo Stato a decidere della mia vita se io non ho lasciato volontà certe.
Per quanto riguarda il caso stretto di Eluana. La corte di cassazione ha deciso e decretato che Beppino Englaro, in quanto tutore della ragazza può decidere se lasciarla "vivere" o darle una dolce morte.
Posso discudere se la mia morale lo permette o me, ma non posso esimermi dall'accettare e RISPETTARE una sentenza! sarebbe l'anarchia o peggio ancora lo stato Teocratico. Se il Parlamento non è stato in grado da Novembre a oggi di legiferare con una discussione in aula. Non posso che accettare la sentenza e pregare che Eluana non soffra e che la sua storia serva a tutti noi per farci pensare a qualcosa a cui nessuno vorrebbe pensare.
In tutto questo condivido il dolore degli Englaro, il dolore delle Suore che hanno seguito Eluana, il dolore che c'è nel perdere qualcuno che ha sofferto tanto, che non sappiamo se sente, se vive se...e dove sia. E sono vicina a tutti quelli che vivono una situazione simile e che vanno avanti perchè ne hanno la forza o che vogliono smettere di vivere perchè non ce la fanno più.
Sarebbe il caso che su Eluana cadesse un rispettoso silenzio e che alla Sua morte si riaprisse la discussione in modo costruttivo perchè si arrivi, finalmente alla "Legge Englaro" e che finalmente io possa fare il mio testamento biologico.
Lucia

venerdì 6 febbraio 2009

DEMOCROCEFISSIONE DI UN UOMO




Non ho parole per descrivere quanto succede.

Ho appena appreso che il consiglio dei ministri ha varato il decreto contro lo stop all'alimentazione di Eluana, la giovane donna che ha trascorso gli ultimi 17 anni della sua vita in stato vegetativo.
Ora prima di proseguire, vi invito a riflettere sella natura dello stato vegetativo riportandovene la definizione:

"Lo Stato vegetativo è una condizione di possibile evoluzione del coma caratterizzata dalla ripresa della veglia, senza contenuto di coscienza, cioè senza consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante."

Ora immaginate che una delle persone che più amate si trovi in questo stato.
Ed immaginate di passare accanto a questa persona 17 infiniti anni, rimbalzando tra la speranza di vederla nuovamente piena di vita come un tempo e l'accettazione di uno stato diametralmente opposto al vostro desiderio.
Credo che Beppino Englaro, padre di Eluana, abbia dimostrato dove la forza di un uomo possa arrivare. E credo anche che la sua richiesta di interrompere l'alimentazione artificiale sia più che esigibile, nonchè comprensibile. Non a caso è stata anche confermata da una sentenza della magistratura.

Ed ora, con questo decreto cosa succede?

Succede che il governo gioca su cavilli anticostituzionali, sfidando il Quirinale e avallando l'impronta fecale di una religione civile.
Così, con quanto più fiato possiedo mi permetto di urlare che tutto ciò è una vergogna!

Mi riferisco all'"inaudita violenza" denunciata dal padre di Eluana, che forse dovrebbe far riflettere i gregari vergognosi di questa stupida strumentalizzazione mediatica.

Questa storia si trascina aggrappata a titoli di giornali, vestita di servizi televisivi, truccata di falsa moralità.

E il governo si sfrega le mani per aver messo in discussione una sentenza della magistratura con un provvedimento d'urgenza, firmando biecamente un’altra volta, l'ultima parola in democrazia.
Non contenti dell'intangibilità del giudicato i nostri rappresentanti al governo, rimpastano l'articolo 32 della costituzione e si scagliano contro una sentenza definitiva, già in atto.

Dell’ indecenza morale italiana c’è certezza.

A Beppino Englaro rivolgo le mia più profonda solidarietà e ad Eluana le mie più sentite scuse, perchè l’Italia ha vergognosamente violato la loro preziosa, intima esistenza.

sabato 24 gennaio 2009

ACQUA IN BOCCA




Sono tanti gli argomenti di cui vorrei parlare in questi giorni, a partire da Eluana e lo scandaloso caso mediatico che le si sta costruendo intorno. Sembra essere una storia senza fine, una storia presa d'assalto, ma più di tutto ahimè, una storia triste.
Perchè?
Pensate a come il suo caso venga strumentalizzato e adoperato nella forma più meschina di pretesto per creare dei falsi perbenismi.
Il risultato è un accanimento straordinario.
E se non ce la faccio più io a sentirne parlare, figuaratevi quel povero padre.

Oppure, per toccare un argomento apparentemente più leggero ma altrettanto assurdo, potrei parlare di come "quel" medicinale della BOIRON, abbia effetti stupefacenti nel diminuire i sintomi dell'iinfluenza (di QUESTA influenza "australiana" in particolare), ma poichè in Italia è VIETATO pubblicizzare medicinali omeopatici, GUAI a farne il nome!
Eh già, perchè già nel lontano 1995, un decreto legislativo ha sancito il divieto di pubblicità per questi prodotti.
Direi che la questione dovrebbe portare alla vostra attenzione almeno un paio di cosette:
1) La bontà, la trasparenza e l'assoluto senso morale ed etico che regge l'industria farmaceutica
2) Gli intrugli chimici che ci vengono propinati, che fine farebbero se si potesse dare alle alternative omeopatiche la medesima esposizione?

O ancora...potrei proporvi un argomento scottante come quello della sicurezza in Italia.
Io vivo ad Ostia, ridente circoscrizione baneare della città eterna.
Ad Ostia, vige l'autogestione cittadina; di vigili neanche l'ombra.
Non si vedono macchine della polizia se non il venerdi o il sabato notte, quando nei periodi estivi sbocciano come fiori i soliti due posti di blocco.
E tu lo sai che saranno proprio lì, all'inizio della Cristoforo Colombo o all'altezza del pontile.
Così mi chiedo: a cosa servono?

Allora prendo un bicchier d'acqua, per mandare giù l'amarezza di questi pensieri.
Ne bevo un bel bicchiere..ed è proprio vero:
non c'è niente di più buono di un buon bicchier d'acqua quando si ha sete.
Liscia o frizzante, non ha importanza. O forse lo ha per me e mio marito che la beviamo solo liscia e non troppo fredda.
Abbiamo comprato una sorta di brocca che la decalcifica e trattiene il rame ed il piombo in un filtro.
Così non dobbiamo più comprarla, facciamo onore all' "acqua del sindaco" e riduciamo il nostro impatto ambientale.

Ecco, ho deciso....

VI PARLERO' DELL'ACQUA



mercoledì 10 dicembre 2008

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI - 60 anni dalla firma di Parigi




A 60 anni dalla firma della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (Parigi 10 Dicembre 1948), molte persone si chiedono cosa effettivamente sia cambiato e quali progressi ed obiettivi importanti siano stati raggiunti.
Sicuramente dei passi avanti in questi anni ci sono stati...tuttavia in questo preciso momento storico si ha quasi la sensazione che sia calato un sipario sul teatro dell'avanzamento intellettivo dell'uomo e quasi sembra che ci sia il rischio di una involuzione.
O forse scusate, dovrei parlare di certezza, alla luce di situazioni tanto eclatanti come quella del Darfur.
Senza andare troppo lontani, la certezza la possiamo assaporare anche con i nostri soliti spaghetti; e il caso Alitalia (che ormai non è più un caso mediatico, perchè è meglio spiattellare del buon ottimismo nelle prime pagine dei giornali con dichiarazioni di presunti aumenti dei consumi!) ne è un esempio palese.
Viene poi - sicuramente meno brutale, ma altrettanto eclatante, la censura della RAI per un bacio gay nel film "I segreti di Brokeback Mountain": a detta del direttore di Rai2, Antonio Marano, il film non è stato censurato, ma si è trattato di un disguido tecnico...proprio in quel punto! Del resto il film si intitola "I SEGRETI di Brokeback mountain"....

Quel che è certo è che c'è ancora molto da fare....
Oggi è un giorno importante e anch'io ho voglia di elargire del buon ottimismo; perchè la crisi che stiamo attraversando (o meglio che abbiamo appena cominciato ad attraversare), può essere una buona opportunità per riflettere, raccogliere i propri pensieri e costruire della basi più solide per un futuro migliore.
Ho esagerato?
Intanto...riflettiamoci sopra...






1) Siamo tutti liberi ed uguali
2) Non discriminare
3) Diritto alla vita
4) Nessuna schiavitù
5) Nessuna tortura
6) Hai i tuoi diritti ovunque tu vada
7) Siamo tutti uguali di fronte alla legge
8) Tutti i tuoi diritti sono protetti dalla legge
9) Nessuna detenzione ingiusta
10)Diritto al giudizio
11)Innocente finché dimostrato
12)Diritto alla privacy
13)Diritto di libertà di movimento e residenza
14)Diritto di asilo
15)Diritto alla nazionalità
16)Diritto di matrimonio e famiglia
17)Diritto di proprietà
18)Libertà di pensiero
19)Libertà di opinione ed espressione
20)Diritto di pubblica assemblea
21)Diritto alla democrazia
22)Diritto alla Sicurezza sociale
23)Diritti dei lavoratori
24)Diritto al riposo ed allo svago
25)Diritto a ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia
26)Diritto all'istruzione
27)Diritti d'autore
28)Diritto ad un mondo in cui i diritti di suddetta dichiarazione siano realizzati
29)Responsabilità
30)Nessuno può toglierti i tuoi diritti

domenica 30 novembre 2008

OLIO D'AUTORE

Riporto qui il commento di Chicoliva e lo ringrazio dell'informazione!


Oggi è una giornata speciale e quindi desidero che si sappia che è la festa dell'olio vero, dell'olio che si dovrebbe sempre trovare sulle nostre tavole, quell'olio unico al mondo quando è gustato così come ce lo dà la natura.
Oggi e domani si celebra in tutta Italia "la festa dell'olio d'autore". Aprite questo sito per saperne di più. http://www.oliodautore.it/
Saluti a tutti da chicoliva

mercoledì 26 novembre 2008

IMPRESA DI PULIZIA....PARLAMENTARE CERCASI




L'aereoporto internazionale Suvarnabhumi di Bangkok è occupato dai manifestanti anti governativi del People’s alliance for democracy [Pad]

L' obiettivo della protesta, scrive il Messaggero, è di impedire i lavori del governo, che per sfuggire alla pressione della piazza, che dura da sei mesi, si è provvisoriamente trasferito nei locali di un ex terminal dello scalo. Si tratta della seconda giornata consecutiva di proteste di massa da parte delle forze di opposizione, che intendono impedire al governo in carica di esercitare il potere, con l'obiettivo di rovesciarlo perché «corrotto» e «asservito» all'ex premier in esilio Thaksin Shinawatra, un miliardario incriminato per corruzione che si è rifugiato all'estero (dicesi anche "auto-esilio" o "io medò prima che m'acchiappano").

Al momento tutte le compagnie aeree che desiderano decollare o atterrare devono chiedere direttamente il permesso del Pad e circa 3.000 passeggeri che si trovavano bloccati all'interno dell'aeroporto sono stati evacuati.

E noi che ci lamentiamo dei disagi aereoportuali dovuti alla triste situazione Alitalia.....

Un po' come il Di Pietro de noartri, il Pad fonda le sue ideologie su una politica pulita promuovendo la giustizia e combattendo contro la corruzione.
Ovviamente gli obiettivi non sono solo questi; ce ne sono molti altri ed alcuni anche discutibili.
Tuttavia questa storia della politica pulita a me piace davvero (e sono certa anche a tutti voi), dunque mi chiedevo....è possibile ordinare qualche manifestante da insediare nel nostro Parlamento?
O magari trovare direttamente una bella impresa di pulizia parlamentare?
Forza giovani, questo è il lavoro del futuro!

mercoledì 29 ottobre 2008

IL GRAN FERMENTO

Ma vi ricordate le sommosse studentesche avvenute in Francia nel 2006?Quando gli studenti si rivoltarono contro Chirac e il suo primo ministro Monsieur De Villepin (se chiamava così?) e la trovata del CPE (legge sul contratto di primo impiego)?Bè, in quell'occasione i giovani francesi riuscirono a dimostrare la forza del popolo urlando al mondo il loro disagio. Il governo sotto pressione fu costretto e ritirare il CPE e a fare pippa.
All'epoca ricordo di aver pensato - che bravi questi francesi....qui in Italia siamo tutti così pigri che solo l'idea di una sommossa ci affatica....Meglio starsene buoni buoni, zitti zitti a guardare le partite di calcio e a mangiare spaghetti ajoojoepeperoncino.
Li invidiavo i francesi. Lottavano per i loro diritti!

poi ieri sera mi soffermo a guardare Annozero con mio marito. Tema della serata - Le mani sul futuro, riforme e tagli all'istruzione.

Con la consueta maestrìa nella gestione degli interventi (tra gli ospiti, un Veltroni che affannosamente si impegnava a controbattere Roberto Cota della Lega Nord e viceversa - stai dicendo una cazzata, no, la stai dicendo tu...e viaaaaa all'infinito!) e una ammirabile attenzione al racconto tramite i servizi della redazione, ho apprezzato durante l'arco della trasmissione il bel collage di racconti delle proteste che studenti, insegnanti e genitori hanno mobilitato in tutt'Italia in questi giorni.
Poi...ho pensato...
ma guarda te...il fermento...
fino a qualche giorno fa, anche i dipendenti Alitalia erano al centro dell'attenzione e la cosa che più colpiva era la loro incredibile mobilitazione...
Poi il caso Saviano....TUTTI si fanno in 4 per sostenere la sua causa e alzare la voce sulla camorra. La camorra! Fino a qualche anno fa neanche se ne parlava!
mumble mumbleDipendenti Alitalia in piazza...
mumble mumbleStudenti in piazza...
mumble mumble Cittadini in piazza a sostenere Saviano...

INCREDIBILE!Qui c'è un gran fermento!!!Vuoi vedere che gli italiani si sono svegliati (leggi anche "rotti i coglioni")?
Sbaglio o c'è un gran CAMBIAMENTO in atto?

Bisogna dar voce alle voci....se pensavate di non far nulla perchè tanto non contavate nulla...bè, credo sia arrivata l'ora di ricredersi.