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lunedì 27 aprile 2009

UN SISTEMA IN CRISI
Il cambiamento clim-etico


E' un altro giorno di pioggia a Roma e anche se si cerca di non essere allarmisti, viene in mente che forse questo "climate change" è effettivamente alle porte.

Le piogge sono incredibilmente torrenziali e chiudendo gli occhi si può giocare con l'immaginazione e far finta di trovarsi in Vietnam o in un paese toccato dai potenti soffi monsonici.
I telegiornali parlano dei primi feriti o addirittura di morti e le immagini auto esplicative, parlano di un paese impreparato a questi cambiamenti metereologici.

Le urgenze sono molte e tra un' influenza suina e un Papa in Abruzzo ci si dimentica troppo spesso di fermarsi a riflettere.
In un'epoca come la nostra, dove le distanze sono relative, quello che accade in Messico è allarmante per un Europeo.
E per lo stesso motivo per cui ci preoccupiamo di una possibile pandemìa, dovremmo preoccuparci che gli uragani in aumento in America possano arrivare in Europa, o che lo scioglimento dei ghiacci dei poli innalzi il livello degli oceani.
Siamo sullo stesso pianeta (che suona un po' come "siamo sulla stessa barca").
Non esistono confini tra l'aria che si respira in Sud Africa e quella che si respira in Inghilterra.
E' la stessa aria.
Sono le stesse acque che bagnano i continenti, benchè l'uomo si ostini a dare loro un nome e a segnare dei confini territoriali.

La coscienza di ciascuno di noi gioca un ruolo fondamentale nella salvaguardia del nostro pianeta e per quanto possa sembrare scontato, sono i piccoli gesti quotidiani e l'informazione ad alimentarne la virtù.


A Copenaghen, il prossimo Dicembre, si svolgerà il COP15 (La 15esima "Conference of the Parties"), durante la quale verranno stabilite le normative per diminuire le emissioni di CO2.
Il COP, per chiarezza è la stessa conferenza che ha creato e stabilito il Protocollo di Kyoto.
Dunque sarà un momento importantissimo durante il quale i governi e le corporations delineeranno chiaramente la cornice per il nostro futuro.
Per questo motivo ho deciso di dedicare una campagna d'informazione quanto più dettagliata possibile, per fare in modo che ogni cittadino abbia la possibilità di sapere e partecipare attivamente a questo evento.

L'OBIETTIVO
Secondo alcuni esperti climatologi dell'IPCC (Intergovernmental of Climate Change) per evitare lo stato di allerta DOBBIAMO diminuire le emissioni di CO2 nell'atmosfera del 70% entro il 2015.
Questa inversione di marcia ci consentirebbe di allontanare esponenzialmente le difficili conseguenze a cui si andrebbe altrimenti incontro probabilmente già fra 40/50 anni: desertificazione, aumento delle piogge torrenziali, migrazioni di massa verso le uniche regioni abitabili, sovrappopolamento delle città rimaste vivibili, crisi sociali e demografiche.
Un gran bel caos insomma.
Dunque dovremmo diminuire le attuali produzioni di CO2 (in aumento del 3% ogni anno!) del 70% entro il 2015. Questo è l'obiettivo.

Grazie alla partecipazione in primis dei "potenti" alle questioni ambientali, si può contare su una sensibilizzazione dell'opinione pubblica a proposito di soluzioni ed innovazioni ecocompatibili.
Tra l'altro queste, sembrano essere le uniche fonti concrete per la risoluzione dell'attuale livello di disoccupazione. Un argomento piuttosto scottante al momento.
Il giochino del consumismo e del capitalismo (nel significato moderno della parola), è infatti arrivato agli sgoccioli ed è NECESSARIO improntare le nuove politiche per marginare quanto possibile i danni fatti e concretizzare le nuove opportunità.

La nuova politica (apparentemente) verde di Obama, la costruzione di un impianto fotovoltaico da parte del Vaticano (un investimento di ben 500 milioni di Euro), gli intereventi "verdi" dei reali d'Inghilterra fanno sicuramente ben sperare, tuttavia il grande cambiamento deve arrivare da ciascuno di noi.


Aggiungo qui di seguito un link per firmare personalmente una lettera di richiesta per:

President Barack Obama, United States of America
President Hu Jintao, People’s Republic of China
President Luiz Inacio Lula da Silva, Brazil
President Nicolas Sarkozy, France
Prime Minister Gordon Brown, United Kingdom
Chancellor Angela Merkel, Germany

per fare in modo che partecipino personalmente al COP15.


Demands our Leaders Lead

Si tratta di un piccolo gesto, si tratta solo di un paio di minuti.

Si tratta del nostro pianeta.


venerdì 27 marzo 2009

IL DATO E' TRATTO




STAND-BY:

Si stima che eliminare le alimentazioni di un televisore e dei suoi apparecchi correlati, quando non in uso, possa aiutare a diminuire i consumi per un risparmio annuo di 265 kWh, pari all'incirca a 137Kg di anidride carbonica. (Fonte Sorgenia - area stampa)

LAMPADINE:

Una lampada ad incandescenza consuma circa 100kWh nel suo ciclo vitale di 1000 ore, pari ad una produzione di CO2 di circa 50Kg. Rispetto ad una lampadina ad incandescenza, una lampadina fluorescente ad attacco elettronico (compatta) riduce lo stesso consumo dell'80%. (Ekopedia)

LAVATRICE:

Ogni anno si stima che in Italia il consumo elettrico complessivo dovuto all'uso delle lavatrici sia pari a 7 miliardi di kWh, pari all'incirca a 3,6 milioni di tonnellate di anidride carbonica emesse nell'atmosfera. (generazione clima)

Questi sono solo 3 piccoli esempi...

SPEGNI LA LUCE SABATO 28 MARZO DALLE 20,30 alle 21,30

Aderisci all'iniziativa Earth Hour 2009.

Tutti insieme possiamo fare la differenza per salvaguardare il nostro pianeta.

venerdì 20 marzo 2009

A LUCI SPENTE PER UN FUTURO LUMINOSO - EARTH HOUR 2009





Il 28 marzo, dalle 20,30 alle 21,30 spegniamo le luci e partecipiamo all'iniziativa – Earth Hour.

In tutto il mondo grandi città con i loro monumenti, piccoli comuni, aziende e singoli cittadini nelle loro case spegneranno le luci per 60 minuti. Un gesto semplice, per accendere un messaggio che risuonerà in ogni angolo del Pianeta.

Riduciamo la nostra impronta ecologica!

Partita da Sydney nel 2007, Earth Hour - l’ Ora della Terra ha contagiato 370 città e 50 milioni di persone nel 2008 con spegnimenti che hanno coinvolto il mondo a ogni latitudine dalle isole Fiji a San Francisco, passando per Manila, Bangkok, Roma, Copenaghen, Toronto, Chicago, New York.

Per il 2009 l’ambizione è di coinvolgere un miliardo di persone e più di 1000 città. Si spegneranno icone mondiali come la Tour Eiffel, il Colosseo, le Cascate del Niagara, le piccole isole Chatham nel Pacifico e il più alto grattacielo del mondo il Taipei 101 in Cina.

Clicca qui per visitare il sito ufficiale di questa splendida iniziativa.


mercoledì 3 dicembre 2008

VADE RETRO CO2





Anche se qualcuno mi dice che forse quelli di Greenpeace (che adoro) sono estremisti...voglio scrivere due righe di ringraziamento a loro, a ganga film per la produzione del video e a tutti quelli che FANNO qualcosa per non restare a guardare.

E vorrei aggiungere:
MAGARI GLI ESTEMISTI FOSSERO TUTTI COME QUELLI DI GREENPEACE
Il mondo sarebbe un posto migliore....

martedì 2 dicembre 2008

QUANDO IL CLIMA CHIAMA ...e l'Italia non risponde...



Si è aperto ieri il convegno sui cambiamenti climatici a Poznan, in Polonia.
Il congresso che durerà due settimane, si pone come importante obiettivo di "mezzavia" per la negozziazione di un ambiziosissimo accordo sul cambiamento climatico, che verrà concluso a Copenaghen nel Dicembre del prossimo anno.



Tra i quasi 11,000 partecipanti al convegno aderiscono 187 paesi facenti parte dell'accordo e rappresentativi del business e dell'industria, due stati osservatori, 400 organizzazioni non governative e 38 organizzazioni internazionali.
I membri del convegno hanno poco più di un anno per concordare azioni mirate, adattarsi ai nuovi programmi ed alle realtà emergenti e ridefinire i parametri finanziari e tecnologici per fronteggiare il cambiamento climatico.

Insomma....la situzione è diventata piuttosto urgente e siamo davvero arrivati al limite per prendere delle decisioni importanti per preservare il nostro pianeta.
Sottolineo nostro: siamo l'unica specie vivente al mondo che invece di preservare il proprio habitat lo distrugge. Buffo no?

Per fortuna qualcuno con il sale in zucca ancora c'è, tanto che circa 10 anni fa, alcuni paesi si unirono in un accordo internazionale - the United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) per cominciare a considerare cosa può essere fatto per ridurre il riscaldamento globale. Ed è proprio lì che ha avuto inizio questa battaglia.
Più recentemente, un certo numero di nazione ha inoltre sottoscritto un'aggiunta all'accordo: il Protocollo di Kyoto (lo conoscerete tutti almeno per sentito dire), molto più concreto per via delle misure legali che coinvolgono i partecipanti.
Così, tra un Bush e un Berlusconi, un Obama e un...auch! Ci manca il corrispondente italiano di Obama...Vabè, tra un elezione americana, una deforestazione balinese e una crisi economica, siamo arrivati al convegno di Poznan.

Gli obiettivi di questa conferenza sono i seguenti:

-- 1) Concordare un piano d'azione e relativi programmi di lavoro per gli impegni futuri, le azioni e le cooperazioni discusse durante l'anno, relative a problematiche cruciali.
-- 2)Segnare un progresso su un certo numero di problematiche attuali tra cui la crescita dei paesi in via di sviluppo, la riduzione delle emissioni dovute alla deforestazione (REDD)e l'utilizzo della tecnologia a favore degli obiettivi comuni, in modo di migliorare l'implementazione dell'accordo e del protocollo di Kyoto.
-- 3)Profonda comprensione e visione comune per una nuova regolamentazione relativa ai cambiamenti del clima.
-- 4)Potenziare la responsabilità legata a tali processi ed alle scadenze concordate.

Durante la conferenza stampa di apertura del convegno, Yvo De Boer - executive secretary UNFCCC, ha sottolineato due importanti segnali ricevuti nel 2007:
Il rapporto IPCC, con cui la comunità scientifica ha confermato la realtà dell'impatto del cambiamento climatico e il famoso Stern Review on the Economics of Climate Change, in cui si sottolinea il disastro economico a cui si andrà incontro, se non si attueranno immediatamente le necessarie azioni.
Per chiarirci...il disastro sarebbe comparabile a due guerre mondiali ed alla grande depressione messi insieme...

Speriamo che queste riunioni intense ed operose ci portino verso un risultato concreto, ma soprattutto speriamo che il nostro presidente del consiglio, Silvio Berlusconi abbia un'illuminazione, una visione, un'apparizione..insomma, qualcosa che gli faccia cambiare idea o che lo sensibilizzi sulla questione ambientale.


Anche perchè, chiedere sconti sulle emissioni di CO2, o tentare di rinegoziare il protocollo di Kyoto arrivati a questo punto, è vergognoso. Il nostro presidente del consiglio DEVE mettere la questione ambientale in prima linea, non solo per un dovere morale, ma anche per mettere in gioco un rilancio economico che trova nelle eco-industrie un'ottima pedana di lancio.

Signor presidente, nel caso avesse capito male: l'Italia non è verde è AL VERDE!




giovedì 30 ottobre 2008

A ONE LIFE PLANET





VOLEMOSE BENE






Stiamo divorando il Pianeta e la natura sta vivendo una vera e propria "recessione ecologica". La domanda delle attività umane è infatti di circa un terzo in più di quanto la Terra possa realmente sostenere. Questo il quadro fornito dal Living Planet Report 2008 del Wwf, in collaborazione con la Società Zoologica di Londra e il Global Footprint Network, lanciato oggi a livello globale, secondo cui se la pressione mondiale continuerà a crescere ai ritmi attuali, intorno al 2035 potremmo aver bisogno di un altro Pianeta per mantenere gli stessi stili di vita. Appena due anni fa, nell'edizione precedente, il rapporto parlava della stessa prospettiva, ma al 2050.

Ho ripreso il primo paragrafo da un articolo pubblicato sul sito dell'Ansa e che potete leggere per intero al seguente link


http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/inbreve/visualizza_new.html_793768914.html



Per chi non ne avesse voglia riassumo il dato più sconcertante: l'Italia è al quarto posto (scala mondo), sul consumo di acqua. In pratica si può parlare in toni accesi di grandissimo spreco.

Tra l'altro il paese degli spaghetti getta più di un milione di tonnellate di generi alimentari (ancora perfettamente consumabili) all'anno. Solo l'Italia. Immaginatevi l'Europa. E il Medio Oriente? Vogliamo forse dimenticarci dell'America, impero del capitalismo per eccellenza?
Evito di dilungarmi in una lunga e noiosa lista e torno a confrontarmi con i dati nostrani, poi traetene voi le giuste conseguenze.
Questo milione e mezzo di tonnellate di generi alimentari che vanno buttati, valgono in moneta sonante all'inicirca 4 miliardi di Euro.
Che è pari alla metà del taglio previsto dalla legge 133/08 sull'istruzione, da qui al 2012.

non sò se rendo....
Fate pure una bella passeggiata ad un supermercato e chiedetevi che fine faranno tutte quelle belle confezioni di latte quasi in scadenza, timidamente spostati in prima fila per cercare di ingannare l'occhio del consumatore.
Ma anche senza andare al supermercato....non ditemi che non vi capita mai di mettere le mani nel frigo e scoprire che il formaggio non è più buono o che lo yogurt è scaduto (ce l'ho coi latticini...)

Insomma, prima di dover andare tutti a vivere su un'astronave modello WALL E (bellissimo film n.d.r.), non sarebbe forse il caso di cominciare a guardarsi allo specchio e capire che non esiste governo, leader, movimento politico in grado di salvarci da noi stessi?
A meno che in voi non ci sia una buona dose di masochismo...nel qual caso alzo le mani, vi chiedo una cortesia:
volemose bene!