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venerdì 30 gennaio 2009

AVANTI TUTTA





Tutto si può dire di questo successore al trono del paese degli hamburgers, ma non che non sia davvero un amante dell'inversione di rotta.

E non parlo solo del colore della sua pelle, che con la velocità con cui i nostri media e la nostra coscienza collettiva si muovono, è ormai un fatto trito e ritrito. Parlo del suo stile.
Sfogliando i giornali si legge di un uomo che si presenta volentieri senza giacca nello Studio Ovale, un uomo che conduce una vita familiare più che normale, facendo colazione con le sue figlie tutte le mattine, un uomo che ha emesso un vero e proprio ordine di servizio per sancire i fine settimana "business casual" alla Casa Bianca.
Un amante della semplicità, tanto che poco prima dell'insediamento ha sorpreso tutti, compreso il suo security team, per andare a mangiare cheesburgers in un comunissimo fast food, uno di quei posti dove andrei io con mio marito per una veloce ma soddisfacente pausa pranzo.

Insomma, il nostro Obama ha uno stile tutto suo e devo dire che ...non può passare inosservato!


Se poi al suo atteggiamento rilassato, si aggiungono le prime firme (rigorosamente mancine) per stabilire solennemente alcuni iniziali e significativi cambiamenti, dalla chiusura di Guantanamo alla parità dei salari tra uomini e donne, allora ci si può azzardare ad accennare un sorriso, pronosticando un'angina pectoris al povero Bush.
Eh si!
Perchè Obama sta lentamente e rilassatamente smantellando il castello di follie costruito dal suo predecessore.
E il tutto con il savoir-faire di un nobile inglese, l'atteggiamento rivoluzionario di un giovane cileno, la rilassatezza di un panettiere francese e la spiritualità di un anziano cinese. Ed è americano. AMERICANO.
A questo punto immaginatevi un tappeto musicale tipo Bruce Springsteen "Born in the USA" e lasciate che le vostre emozioni si sciolgano in un profondo senso di invidia per un paese che ha trovato la forza di reinventarsi.

Sembra un sogno?
Non è mai troppo tardi....

martedì 20 gennaio 2009

HABEMUS OBAMAM





Barack Hussein Obama è diventato ufficialmente il 44esimo presidente degli Stati Uniti d'America, dopo aver effettuato il giuramento sulla medesima Bibbia adoperata da Abraham Lincoln nel 1861.
E' un momento storico, il cambiamento è davvero arrivato e in un momento cupo quale è quello che stiamo passando per via della crisi economica, Obama "è" la speranza.
Non solo per quel che rappresenta, ma anche per quello che ci comunica; la voglia di prendersi tutti insieme la responsabilità di un mondo migliore.
Il buon Dio sà, quanto oggi vorrei essere americana...
perchè ad essere italiani, amici miei...si impara solo a cucinare...



lunedì 29 dicembre 2008

SBUSHATO




...non ci avevate capito un bel niente...il povero Bush era completamente impreparato ad affrontare una guerra... (e noi eravamo completamente impreparati ad affrontare Bush)...

lunedì 15 dicembre 2008

SCARPATTACK!




Il quasi ex-presidente americano George W. (Worst) Bush, ha dichiarato "La guerra in Iraq non è ancora finita!"
E SPAM!
Gli è arrivata la cosìdetta "ciavattata" da un giornalista iracheno (anzi due, ahimè magistralmente schivate).
E giù, la folla si è riversata sul povero giornalista per fermare la sua ira ed evitare che potesse lanciare ulteriori oggetti contro l'uomo più intelligente del pianeta che ha proseguito sdrammatizzando con dell'ironia di stampo Berlusconiano. " Era un 44?"

A vedere quel gruppo di persone che si riversava violenta sul povero iracheno la mia riflessione è stata istantanea: ehi voi! Avete sbagliato persona!!!! Il criminale non è lui! Il gesto è stato sanissimo e spontaneo e chiunque dotato di un po' di buonsenso lo farebbe!

Tuttavia questo sembra essere un mondo che gira al contrario, dove nulla ha più un senso se non quello dell'idiozia umana, tanto che Bush durante la medesima conferenza ha anche sostenuto "siamo decisamente avviati sulla via della vittoria!". Forse si riferiva alla partita di Risiko di Natale?
Speriamo che il Signor Barack Obama, sappia vestirsi da paladino della giustizia e riportare il pianeta a girare nel giusto verso; del resto ogni sua parola sembra avere la matrice del famoso battito d'ali della farfalla che scatena la tempesta.

Sicuramente questa crisi è un'opportunità da non farsi sfuggire....ma questo è un argomento che vorrei toccare in maggiore dettaglio, quindi vi lascio a godervi il video della "ciavvattata", con i miei migliori auguri.
Buona visione




lunedì 10 novembre 2008

IL PRESIDENTE BUSH ED IL NEO ELETTO PRESIDENTE BARACK OBAMA



Photo: Doug Mills/The New York Times

venerdì 7 novembre 2008

CHI BEN COMINCIA......




Circa 150 anni fa, il Presidente Abramo Lincoln segnava la storia dell'America, con la liberazione, anche se in parte, della schiavitù afro-americana.
La Proclamazione dell'Emancipazione era l'inizio della svolta storica dell'America e segnava profondamente tutti i suoi abitanti, bianchi e "abbronzati" (tanto per citare il paese degli spaghetti ed alcuni, troppi imbecilli che la popolano, anche se a mio avviso con uno soltanto potremmo prendere il guinness).

Lincoln dimostrò coraggio, forza, senso della giustizia, senso del dovere e una buona dose forse di pazzia, conquistando l'opinione pubblica e diventando uno dei più importanti e popolari presidenti americani.
Abramo Lincoln parlava nel suo più famoso discorso (Gettysburg) di una nazione concepita nella Libertà e votata al principio che tutti gli uomini sono creati uguali. Dava voce al popolo e parlava dell’idea di un governo di popolo, dal popolo, per il popolo".

Era il sedicesimo presidente.

Il grande passo era stato fatto ed il cambiamento era in atto. Tuttavia si sà, i cambiamenti richiedono tempo.
Ancora negli anni '50, nonostante la Corte Suprema statunitense si fosse pronunciata contro la segregazione razziale nelle scuole pubbliche, alcuni paesi del sud continuavano ad alimentare e a sostenere la supremazia della razza bianca. Addirittura erano ancora in vigore le segregazioni razziali sugli autobus, nei cinema, nei ristoranti ed in altri spazi pubblici.

Signori, qui si parla di neanche 50 anni fa!

All'epoca a guidare il paese degli hamburgers era il signor Kennedy.
John, era il trentacinquesimo presidente e oltre ad avere un gran carisma e una certa apertura mentale, tanto da criticare pubblicamente il muro di Berlino e decidere di sovvenzionare la celeberrima passeggiatina nello spazio (peccato che avvenne qualche anno dopo la sua morte), appoggiò il movimento per la rivendicazione dei diritti civili degli afro-americani.

Oggi, il quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti d'America è stato eletto.
Si chiama Barack Obama, sembra essere un uomo semplice, onesto, profondo, coraggioso, solido e anche lui forse un po' pazzarello.
Sembra essere un altro presidente che segnerà la storia degli Stati Uniti d'America.
Il motivo più eclatante è sicuramente il colore della sua pelle. Solo 50 anni fa un uomo come lui avrebbe avuto la sfiga di finire vittima della follia umana e rimanere fuori dal cinema. E all'epoca non esisteva neanche il Blockbuster! Raccapriccio...

Invece, come diceva ieri Zucconi ad "Anno Zero" la Casa Bianca è stata costruita con il sudore di uomini di colore per ospitare presidenti bianchi, mentre il 20 Gennaio 2009 un uomo di colore ci entrerà ufficialmente, per decisione del popolo!.

Tutto questo è fantastico, sono sbalordita...

Ma non è solo il colore della pelle a fare di Obama "l'eletto", il caso rivoluzionario, il testimone della democrazia.
I suoi discorsi, i suoi programmi, il suo modo di vedere il cambiamento è in sè un cambiamento.
Quest'uomo vuole sfidare e rivoluzionare tutti i meccanismi che hanno portato l'America all'attuale stato di decadimento e recessione e lo vuole fare camminando su un suolo solido e pregno di giustizia, libertà e democrazia.
Trasecoliamo.

E' un film?
E' tutto vero?
Sogno o son desta?

Ora come al solito riporterò un velocissimo quadro della nostra situazione, vi prego, non vi deprimete:

- Il primo ed unico parlamentare di colore in Italia si chiama Jean-Leonard Touadi e lo è diventato nell'anno corrente.

- Il nostro Presidente del Consiglio sfodera incontinenze verbali sull'onda di un umorismo malcapito dagli imbecilli.

- L'opposizione vibrante ed alternativa affonda in un inesorabile "Vorrei ma non posso"

- Gli studenti urlano

- Le famiglie soffrono

- Le piccole imprese muoiono

- La camorra prolifica

- La mafia si offende e si dà da fare per riconquistare la sua sudata popolarità

- La sanità è cagionevole

- Le veline ballano

- E il Papa?

.....no comment.

mercoledì 5 novembre 2008

OBAMA CONQUISTA LA CASA BIANCA - RASSEGNA STAMPA INTERNAZIONALE



OBAMA PRESIDENTE, L'AMERICA CAMBIA PELLE
La Repubblica, Italia

L'America ha scelto: Obama presidente
Barack: «Il cambiamento è arrivato»

Il Corriere della Sera, Italia

Obama culmina el sueño de cambio
El Pais, Spain

President Obama: the change has come
Record turnout in historic election gives US its first black president

The Guardian, UK

'Change has come' - Obama wins in landslide
The Times online, UK


OBAMA
Racial Barrier Falls as Voters Embrace Call for Change

The New York Times, US

OBAMA WINS 'That is the true genius of America —
that America can change'

The Los Angeles Times, US

Etats-Unis : la révolution Obama

Libération, France


Barack Obama élu président : "C'est votre victoire"

Le Monde, France

E' un momento storico. Il cambiamento è arrivato: si parla di cambiamento generazionale, socio-culturale, politico-internazionale, storico.
Il vento di speranza continua a soffiare, ora più che mai. Gli Americani stanno facendo la storia.

E in Italia?
Tutto è fermo. Nulla cambia.
L'età media dei nostri uomini al governo è pressocchè quella di una sequoia secolare.
Viva la gioventù!!!

domenica 2 novembre 2008

LISTEN



Mancano solo tre giorni alle elezioni del nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America.
Io sicuramente non mi dilungherò nel racconto di quest'avvincente corsa alla Casa Bianca, tuttavia ho pensato di condividere con Voi un video.
Non tanto per dichiarare una spudorata preferenza, quanto per raccontare un fenomeno che - vada come vada, ha sicuramente fatto parlare di sè- e non poco.

Non ci sono parole migliori per descrivere quest'uomo, delle parole da lui pronunciate in questo video (nella speranza che siano davvero le "sue")

Buona visione, ma soprattutto
Buon ascolto



...e per chi non mastica l'inglese, allego una grossolana traduzione (e ringrazio mio marito Alessandro dell'aiuto!)

"Attraverso tutta l'America, qualcosa è cambiato. Quello che gli opinionisti non hanno capito, è che queste elezioni non riguardano me. Riguardano Voi.
Riguardano Voi.
Per diciotto mesi siete stati presenti uno accanto all'altro e avete detto molto sulla politica.
Avete capito che in queste elezioni il più grosso rischio è di scegliere la stessa politica, le stesse persone, con la speranza di poter avere dei risutati differenti.
Voi avete dimostrato cosa ci insegna la storia. E in momenti importanti come questo, il cambiamento non arriva da Washington, ma arriva a Washington.
Il cambiamento arriva perchè il popolo Americano lo chiede.
Perchè il popolo Americano si alza e chiede nuove idee, una nuova leadership, una nuova politica, per una nuova epoca.
America non possiamo guardare indietro;non con tutto il lavoro che c'è da fare, non con tutti i bambini della cui istruzione dobbiamo occuparci, non con tutti i reduci di cui dobbiamo prenderci cura, non con un'economia da risanare e con città da ricostruire e fattorie da salvare; non con così tante famiglie da proteggere e bugie a cui dobbiamo riparare.
America non possiamo guardare indietro, non possiamo camminare da soli, in questo momento, durante queste elezioni, dobbiamo prendere un nuovo impegno: segnare il futuro.
Lasciateci mantenere quella promessa - quella promessa americana - e nelle parole della Scrittura rimanere saldi, senza esitazioni, per la speranza che noi predichiamo.
Che Dio Vi benedica.
Che Dio benedica gli Stati Uniti d'America."