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giovedì 4 giugno 2009

HOME (sweet home)


Mi rendo conto che il muro dei miei post piange...
Perdonatemi, il mio impegno con www.greenme.it mi ha un po' scombussolato nei tempi di scrittura.
Vi invito però a visitare domani il sito su cui apparirà un mio articolo a proposito del World Environment Day.
Lo sò, lo sò...oramai mi sono concentrata sui temi verdi, ma sappiate che seguo l'istinto.
Non ho voglia di dare spazio ai nostri buffoni di corte...
Prometto però di ricominciare a caricare qualche vignetta per farci insieme due risate.
Intanto vi posto il video trailer di HOME, un film marchiato "Impatto Zero" che sarà fra poche ore distribuito simultaneamente nei 5 continenti e su alcuni schermi d'eccezione come quello del Central Park di New York e quello dello Champ de Mars a Parigi.
Youtube non poteva mancare e così, possiamo goderci questa meraviglia anche stando comodamente seduti in poltrona!
Dietro al progetto c'è un fotografo d'eccezione, Monsieur Bertrand, che forse conoscerete per le sue spettacolari foto del mondo visto dall'alto...
Non manca però il tocco di altri nomi famosi come Luc Besson.
Dunque non mancate all'appuntamento e...buona visione!





martedì 5 maggio 2009

EARTH TO EVERYONE
Can You Hear?




Ho avuto la fortuna di assistere ad uno spettacolo dei Blue Man Group di recente a New York.
Credo che siano degli artisti unici e soprattutto apprezzabili sotto molti punti di vista.
Questo video sul Global Warming ne è un esempio...ironici e tutt'altro che sottili, usano la loro arte per denunciare le follie della nostra specie e della nostra società.

Vi auguro una buona visione e ricordate: su questo pianeta... NON ESISTONO USCITE DI SICUREZZA.

ps: considerate una piccola rettifica al testo del video
"Earth to America > EARTH TO EVERYONE"








giovedì 23 aprile 2009

EARTH DAY 2009 - pictures



Qualche bellissima immagine del concerto di Piazza del Popolo.
Photo by: Alessandro Pula
www.alessandropula.it

BEN HARPER


THE STAGE




mercoledì 18 marzo 2009

TRA DUE REALTA'



Qualcuno mi ha detto che di Berlusconi non se ne può proprio più e che c'è bisogno di un po' di leggerezza, così per riprendere a scrivere del più e del meno, dopo circa 2 settimane di meritate ferie, ho deciso di parlare di tecnologia e rete.

Del resto sono stata responsabile di un sito web, ho aperto un blog, ho un profilo su Facebook, uno su Twitter e ...squillino le trombe, ho conversato con mio marito via chat (Messenger) per circa due anni, prima che scattasse la scintilla.
Insomma, posso dire di aver abbracciato pienamente le evoluzioni della tecnologia e di averle fatte tanto mie da intraprendere un percorso direi..quasi parallelo alla vita reale.

Le mille vie di internet.

Ma cos'è internet?

Forse l'El Dorado della tecnologia, internet è un mondo virtuale dove tutto è possibile, è un linguaggio binario che si dirama nell'etere, è il rifugio futuro della nostra specie.
Internet è quella realtà parallela dove la crisi economica forse non esiste.
E' il mondo immaginario dove i sogni si trasformano in realtà virtuale, che per quanto virtuale è pur sempre una realtà.
In un mondo in cui non ci si fida più del prossimo, si corre a velocità disumane, ci si chiude dentro le macchine anche per andare a comprare il pane dietro l'angolo, un mondo in cui l'uomo si sente SOLO, internet diventa la "liason" con il mondo intero.
Insomma...un giochino niente male.

E poi, cosa succederà?
A New York sono andata a vedere uno spettacolo molto simpatico dei Blue Man Group (che consiglio vivamente), i quali ad un certo punto facevano ironia sugli internet cafè:
"La gente, si chiude nell' internet cafè, con tanta altra gente, con cui non scambierà neanche un saluto perchè sarà troppo presa a conversare con delle persone che non sono lì."
Buffo no?
Mi chiedo (e vi chiedo) dove si possa spingere il limite.
O cosa ne sarà dell'uomo quando la tecnologia ci renderà la vita tanto semplice da non essere più in grado di vivere senza.
A questo proposito ho caricato qui sotto un video d'impatto su quello che potrebbe essere la nostra vita fra qualche anno e di seguito una presentazione estremamente esplicativa sul perchè tutto questo è estremamente probabile.

Quanti di voi hanno voglia di fare un viaggio nel futuro?



E dopo il viaggio... qualche informazione per i più curiosi!



venerdì 26 dicembre 2008

AEROS



Piccoli quadri di atleti virtuosi, a volte imprecisi bisogna dirlo, ma comunque unici nel loro genere.
Aeros regala una serata diversa e sicuramente aiuta i neofiti ed i riluttanti ad avvicinarsi alla danza, se la danza per loro ancora vuol dire solo "La morte del cigno", tutù e calzamaglie.

Tre coreografi di fama internazionale, Daniel Ezralow, David Parsons e Moses Pendleton, in collaborazione con Luke Cresswell e Steve McNicholas (creatori di 'Stomp'), hanno unito il loro genio creativo alle straordinarie capacità atletiche dei campioni olimpionici della Federazione Rumena di Ginnastica Artistica, Ritmica ed Aerobica, per realizzare uno spettacolo unico nel suo genere, AEROS.

Per il pubblico l’idea è molto stimolante e il fatto che i numeri non siano più lunghi di 3 o 4 minuti (almeno questa è la sensazione), permette di apprezzare la forza atletica (straordinaria), il linguaggio artistico e la musica senza perdersi troppo in arrovellamenti interpretativi o letture simboliche. Tuttavia stavolta (avevo già visto lo spettacolo qualche anno fà), ho trovato il risultato finale un po' fiacco, quasi mancasse di grinta ed entusiasmo.

Vi riassumo i motivi qui di seguito:
1) Il fenomeno Aeros, comincia ad essere datato (sono passati più di dieci anni ormai dalla "prima") e nonostante conservi un certo spirito d'avanguardia, risente inevitabilmente della sua età.
L'arte del resto è sensibilmente legata al contesto socio-clturale e soprattutto temporale a cui appartiene. Portare in scena uno spettacolo e mantenere alto il livello di attenzione del pubblico negli anni non è facile…un’arma che potrebbe giocare a vantaggio di una simile sfida è l’innovazione, ma quello che ho visto ieri sera è assolutamente lo stesso spettacolo che ho visto qualche anno fa.
Per capirci: solo i fuori classe, le grandi opere ed i grandi artisti sopravvivono al passare del tempo. Chi non rientra in queste categorie deve sicuramente darsi un bel po' da fare per assicurarsi un posto sotto i riflettori.

2) A proposito di riflettori: le luci erano mal gestite, addirittura non illuminavano adeguatamente le coreograife soprattutto nei momenti in cui erano fondamentali.
Ad esempio durante il numero dei “tuffi”, in cui gli atleti si esibiscono in volteggi olimpici simulando dei veri e propri tuffi con l'ausilio di un'immagine d'acqua interposta tra loro ed il pubblico, alcuni atleti rimanevano in ombra. Davvero un peccato.

3) Il pubblico non era uniformato all'ascolto ed alla visione (quindi all'esperienza); c'erano moltissimi bambini in sala, e il brusìo era continuo.
Il teatro, è occupato per tre quarti dal pubblico e se quest'ultimo non è posto nella situazione ideale per farsi trasportare...bè il risultato potrebbe essere perdita di concentrazione, sbadigli, distrazione. E questo gli artisti, lo percepiscono.
Dovrei aggiungere una quarta componente che è quella della disposizione delle poltroncine del teatro.
Terribile.
E su questo punto, l' Olimpico prende un rigidissimo 4-
Le file invece di essere alternate, e permettere a chi è seduto di favorire dello spazio tra i sedili di fronte e della leggera inclinazione del pavimento a scendere, sono disposte esattamente una dietro l'altra, sulla stessa linea di proiezione.
Il risultato è che si passa parecchio tempo a tentare di trovare uno spazio da cui poter vedere in maniera totalitaria il palco.

Biglietto di poltrona 28€.
Non economicissimo in tempi di crisi, ma onesto per l’esperienza che se ne acquisisce.


giovedì 11 dicembre 2008

IMPARA L'ARTE.....


Uno dei miei artisti preferiti, Chagall, diceva: "L'arte ha inizio dove la natura finisce".

Chagall è stato un pioniere del modernismo ed ho deciso di citarlo non soltanto perchè sono tremendamente innamorata dell'essenza dei suoi lavori, ma anche perchè credo che possa essere un ottimo spunto di riflessione per avvicinarsi all'arte.
Credo infatti che nell'attuale stato di caos , l'arte potrebbe essere un'ottima chiave di lettura per una comprensione profonda di quello che sta accadendo.

Il periodo in cui Monsieur Chagall diede alla luce i suoi lavori più vitali, fu quello della I Guerra Mondiale; l'ottimismo degli inizi del 1900 era finito e il mondo si trovava a fronteggiare il trauma sociale della guerra.
In questo clima di grande cambiamento l'arte ha immortalato gli stati d'animo, le nuove direzioni, le paure, le speranze e le realtà più disparate, lasciando delle impronte ben definite da cui poter cogliere le vibrazioni più profonde del contesto storico.
L'arte è dunque una lente importantissima da utilizzare per poter leggere il movimento e la coscienza umana, interpretando la realtà e le sue mille sfaccettature.
Non voglio dilungarmi in un'analisi complicata che probabilmente non sarei neanche in grado di affrontare nel dovuto modo, ma vi invito ad avvicinarvi all'arte - se già non l'avete fatto, per svago o per regalarvi un'esperienza alternativa; per alimentare la vostra curiosità o per fare un viaggio nella sensibilità umana.

A questo proposito vi segnalo la mostra "Artisti a tutto tondo" che il curatore Giuseppe Salerno presenta nello Spazio Ottagoni di Roma.

Io l'ho visitata il giorno stesso dell'inaugurazione (4 Dicembre) e ve la suggerisco con molto piacere.
"Artisti a tutto tondo" nasce come momento di incontro e confronto tra mondi e poetiche iscritte in un cerchio, proprio come in un cerchio è iscritta la terra nel suo inarrestabile movimento. Una ininterrotta proposizione di infinite facce, emanazioni di un’unica consistenza.

Quarantadue artisti con grandi opere circolari, saranno presenti nell'ambito dell'esposizione e tre giornate in particolare (11, 13 e 16 Dicembre), saranno dedicate agli stessi artisti che si offriranno al pubblico con modalità espressive complementari rispetto a quelle dell’arte visiva.



Vi invito a visitarla quanto prima augurandovi una piacevole esperienza..



Artisti a tutto tondo avrà luogo fino al 16 Dicembre presso lo spazio espositivo "Gli Ottagoni" - via Goffredo Mameli 9, dalle 17.00 alle 20.00

Chiuso Domenica, Lunedì e festivi


domenica 23 novembre 2008

ELIO è... FRANKENSTEIN!



Geniale come sempre, ancora più folle, incredibilmente sottile, acuto, superbo cantante e musicista.
Elio stupisce il pubblico con l’opera neogotica "Frankestein!! Pan-demonium per chansonnier ed ensemble" di Heinz Carl Gruber.
E poi....regala risate, riflessioni contorte, voli pindarici, ma sopratutto si esibisce nell'interpretazione nuova di pezzi celebri dei, come si pronuncia Elio stesso, "Migliori artisti di musica contemporanea": gli Elio e le storie tese (non che lui sia di parte, certo....)
Il suo è un disperato tentativo di educare gli ignoranti e di trovare un punto d'incontro tra due entità diametralmente opposte: i Tokyo Hotel e Stravinsky.

Il primo tentativo di concerto di musica classica emo. E chissà che questo tentativo non muoia la sera stessa dello spettacolo!

Con lui sul palco una superlativa Orchestra Sinfonica Abruzzese (circa 30 elementi), magistralmente diretta dal maestro Danilo Grassi.

Un Elio che si vezzeggia tra gorgheggi, acuti e flebili vocine da cappucetto rosso & friends. Quasi come la celeberrima copertina di Linus, tiene stretto un pettine per aggiustare il ciuffo ribelle che gli nasconde un occhio, regalandogli un'aria misteriosa, quasi terrificante.

Oltre ad alcune tracce del suo repertorio più conosciuto, Elio,fa omaggio a Kurt Weill e Bertol Brecht e termina interpretando a modo suo il "Figa-ro" del Barbiere di Siviglia.
Un grande spettacolo che non poteva non essere omaggiato dalla sottoscritta, con una recensione a cinque stelle.

Complimenti davvero Elio!

venerdì 21 novembre 2008

THINK ABOUT IT!




lunedì 10 novembre 2008

GRAN DELUSIONE BRACHETTI E SPUNTI DI RIFLESSIONE SUL MADE IN ITALY



Dopo aver disgraziatamente visto lo spettacolo di Arturo Brachetti ieri sera al teatro Sistina, ho deciso di scriverne una rapida (ma precisa) recensione, dato l'imbarazzo e la delusione recatemi dall'esperienza.

Lo spettacolo si è manifestato in tutta la sua bruttura fin dai primi minuti: dialoghi poveri, una comicità smunta, tempi teatrali lenti ed incongrui.
Un Brachetti inadeguato nelle vesti di attore, impacciato nei panni di comico, un raccapricciante ambasciatore di poesia.

Dopo il successo dei precedenti spettacoli, in cui il nostro celebre Arturo, esibiva le sue indiscutibili qualità di trasformista (che lo hanno reso noto in tutto il mondo), il giovane torinese si cimenta in uno spettacolo di varietà, intitolato "Gran Varietà Brachetti", che di grande ahimè, ha ben poco.
Accompagnato sul palco da altri 15 (forse più) artisti, l'uomo dal ciuffo ribelle stavolta si fa da parte, esibendosi nei suoi famosi numeri di trasformismo in poche, centellinate occasioni. Si fa piuttosto cantastorie, grillo parlante, triste guida di un racconto la cui morale è "meglio un paradiso di cartapesta che un inferno reale".

Nell'insieme lo spettacolo, non ha nulla da invidiare ad una rappresentazione di fine anno degli studenti di una scuola media.
Senza offesa vi prego per i giovani studenti, ma come potete ben immaginare, gli strumenti e la professionalità a disposizione sono totalmente differenti.
Lo spettacolo è di per sè un infelice tentativo di raccontare la poesia del teatro e la magia dell'immaginazione, attraverso tanti piccoli "numeri" male assortiti e mal diretti;
apprezzabili forse le doti di alcuni artisti (tra cui un mago pasticcione e due ginnasti che si esibiscono in faticosissimi esercizi di equilibrio a coppia), che forse hanno regalato qualche minuto di sopravvivenza alle quasi 3 ore di martirio.

La scelta musicale sicuramente in linea con la rappresentazione (a buon intenditor...), che per l'inefficienza dell'impianto audio a volte sembrava più uno strumento di tortura che la cornice dell'opera.

Il momento in cui la repulsione ha raggiunto il culmine è stata l'agghiacciante interpretazione del signor Brachetti dell'"uomo elefante" in cui davvero il disgusto e l'imbarazzo si alternavano ad una impulsiva voglia di alzarmi ed andarmene (come del resto ho visto fare ad alcune persone in sala).

Mi permetto di fare questa terribile critica allo spettacolo di Arturo Brachetti, non solo perchè credo che non valga i soldi richiesti (52€ per una poltronissima ndr), ma soprattutto perchè ritengo che una rappresentazione di questo genere sia un'offesa al teatro made in Italy.

Secondo il mio modesto parere, un teatro come il Sistina dovrebbe avere la compiacenza di selezionare gli spettacoli usando opportunamente la propria reputazione decennale, garantendo con il proprio nome il minimo dello standard qualitativo.

Del resto il teatro dovrebbe essere il luogo dove far vibrare le corde dell'anima, un posto magico in cui trasmettere un'emozione, stravolgere uno stato d'animo, raccontare una storia, regalare un sorriso.
Il teatro dovrebbe essere la culla dell'immaginazione e non un pretesto per spendere soldi per un capriccio; dovrebbe essere uno strumento di cultura e non di tortura.

Nella speranza che quanto mi è capitato non si ripeta, mi domando se il buongusto e la creatività, per i quali gli italiani hanno saputo fare storia, non stiano perdendo la loro proverbiale effervescenza.
In fondo, la nostra televisione, confeziona programmi che producono personaggi di spettacolo senza spessore.
Persone che cavalcano l'onda della popolarità, per esaudire i loro sogni più irrealizzabili, il tutto alla faccia di chi artista ci nasce, nel cuore e nel dna.

Dove è finito il rispetto per coloro che l'arte la coltivano con devozione, impegno e passione?

Va bene essere il paese degli spaghetti e del mandolino, ma per favore....che almeno siano di qualità!

sabato 1 novembre 2008

SEGUIRE ATTENTAMENTE LE ISTRUZIONI



giovedì 30 ottobre 2008

A ONE LIFE PLANET